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Il gioco del potere

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Siria, ragazzine vendute per pochi euro a compratori sauditi


Le vendono per poche centinaia di euro a uomini provenienti dalla penisola araba o dagli stati asiatici sauditi. Oggetto di queste transazioni sono ragazzine e adolescenti siriane. Le più grandi, non hanno più di 15 anni. A cederle sono i loro stessi genitori, profughi in fuga, ai quali la Guerra civile ha tolto tutto.

L’escalation di violenza in Siria fa registrare, dunque, un’ennesima barbarie, denunciata dagli operatori dell’informazione impegnati nei paesi del Golfo. Si conterebbero già centinaia di compravendite intercorse tra i siriani in fuga e gli acquirenti sauditi. La procedura attraverso cui si perfeziona l’acquisto è stata resa nota da Hassan Hassan, un giornalista del quotidiano “The National”.



Stando a quanto denunciato dal reporter, gli acquirenti cercano il loro “prodotto” attraverso alcuni forum arabi. La causale della loro proposta è il fine coniugale: le piccole siriane sono acquistate affinché si uniscano in matrimonio con il loro compratore. Tuttavia, benché già di per sé inumana,  questa sarebbe solamente la “versione di facciata”.

Una giustificazione di comodo che nasconderebbe, in realtà, il vero obiettivo dei compratori interessati alla mercanzia umana, ovvero accrescere l’offerta nel mercato sessuale. In pratica, è il perfezionamento di un traffico di minorenni da introdurre nel giro del sesso a pagamento. I luoghi dove questi contratti sono stipulati sono i campi profughi al di là dei confini siriani.

Giunti nei Paesi limitrofi, i profughi si riducono a vendere le loro figlie, abbandonandole a un destino che, prevalentemente, le condurrà in Arabia saudita, in Iraq o finanche in Turchia. L’obiettivo della vendita è quello di recuperare denaro utile al sostentamento personale. Avendo perso, il venditore, tutti i propri averi, non dispone di alcun bene da “piazzare” per rimediare qualcosa per sé. E non gli resta, dunque, che concludere qualche buon affare, svendendo la prole, per tirar su qualche spicciolo.



E di spiccioli infatti bisogna parlare, se si dà uno sguardo ai guadagni garantiti dal criminale scambio: il costo delle bimbe siriane non supera mai i 200 euro. Talune possono arrivare a costare, in un ribasso concordato tra i contraenti, persino 100 euro. Un ghiotto affare per quelli che si presentano come “futuri mariti” ma che, in realtà, sono potenziali lenoni.

E mentre al confine si consuma questa ennesima storia dell’abbandono e della disperata violenza, in Siria si continua a morire. In un quartiere popolare di Damasco, una serie di esplosioni ha devastato una piazza, un forno, una moschea e alcuni distretti periferici della capitale: sono 36 le vittime accertate.

Fonte : Emilio Garofalo su http://frontierenews.it


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