domenica, 15 dicembre 2019 domenica, 15 dicembre 2019

Cos'è UnaTalks?


Ascoltare la voce e osservare i volti delle altre donne che condividono le loro storie e la loro passione e intelligenza è una esperienza rassicurante perché il pensiero condiviso che emerge è pacifico e profondo.
Spesso come è capitato a tutte mi sono chiesta chi sono, a volte più stanca di sempre a volte piena della mia forza;
ma solo in questa età matura, mi accorgo che sono stata semplicemente unaqualunque, una qualunque di noi, perché le similitudini tra una vita femminilee l’altra sono innegabili ed evidenti.

Diversi i colori, gli orientamenti e le età, diverse le ricchezze , le competenze e le latitudini , ma simili, molto simili, i desideri, le sofferenze e le mansioni di cura.
Le donne si assomigliano quando lavorano, amano e pregano, quando sono madri, figlie e sorelle anche se non sempre sanno aiutarsi e riconoscersi mentre svolgono le loro imprese, materiali e immateriali, nel mondo.
I secoli terreni ci hanno allenate a sopravvivere ma non a mettere in comune esperienze e difficoltà.
Tuttavia ciò che stupisce e rincuora è la straordinaria capacità di ogni donna di immaginare con energia scienza e passione obbiettivi di felicità.
Di solito quella immaginata dalla donna è una felicità condivisa, fatta di serenità e sicurezza, legata a lontane radici antropologiche e alla tutela delle generazioni.
Creare un legame fra tutte noi è necessario e ancora più necessario sarà poi coltivarlo e difenderlo.


Non “un lavoro in più” nella vita già molto piena delle donne ma un focus comune, un’attenzione speciale, una attenzione che sopravviverà al deserto.
Difendiamo le nostre giovani, ascoltiamo le nostre anziane, sosteniamo con determinazione le madri perché le donne, con il necessario disincanto, inizieranno in questo terzo millennio ad assumersi la responsabilità del mondo.
I segnali ci sono tutti, ma soprattutto c’è, sepolto a differente profondità negli animi femminili di tutte le latitudini, un seme gravido di preoccupazione, un onniscienza femminile e casalinga che ci mette all’erta quando qualcosa minaccia la nostra famiglia e la nostra comunità.
Il conflitto arbitrario, il disprezzo di regole elementari porta in questa sorta di società dello spettacolo segni tangibili di sofferenza.
Se per molti, soprattutto in occidente, l’educazione formale che produce titoli di studio ha formato validi professionisti, capaci di competere, manca però l’educazione non formale quella dei valori condivisi che garantirebbe una competizione sana, degna di un pianeta civile.
E’ un piccolo pianeta signore, sorelle, nonne, bambine…




A letter for all of you


It is comforting to listen to the voice of other women, as it is to contemplate our faces that reveal shared stories, passion and intelligence, because the common traits of womens’ thoughts are propitiatory and deep.

I often wondered, as we all have at least once, who I am; sometimes more tired, at other times overflowed by my own energy.

It is only now in my mature years that I can see I am just a woman, any woman, like we all are, because the similarities between one woman’s life and another woman’s life are tangible and open.


Our colors might be different, as maybe our directions, age, wealth and latitudes but we share similar, extremely similar, desires, sufferings and the enterprise of care.

Women correspond to each other while they work, love and pray, when they take on being mothers, daughters and sisters. Women correspond to each other even if sometimes they do not know how to help each other, or how to recognize themselves and other women among the scatters of their tangible or spiritual enterprises in the world.

The ages of the world have trained women’s surviving skills but we have not exercised yet the ability to share experiences and difficulties.

What remains and warms our heart is the extraordinary ability of any woman to cultivate with energy, science and passion a design of joy and happiness. 

Women dream of sharing joy, serenity and well-being; they carry within them a sanctuary of the future linked to the deepest core of our anthropology.

This common sense of sharing and caring is our bond. We owe it to our dreams to create and exercise a fellowship of women.


It is not “another job to do” in our already busy life; it is instead a shared vision, a special dedication, a care that will survive the desert.

We owe to protect young women, to listen to our elders, to support with determination any mother in her tasks. We owe it to our future, as women are about to take on the responsibility of the world in the third millennium and with a cool head.

The signs of change are visible all around us, and underneath the surface there is also a source of concern deeply embedded in women’s souls everywhere on our planet: we can all sense the unique feminine omniscient voice at ease and wise, a voice that warns us when something threatens our family or our community.

The ruling arbitrary conflict and disdain for the elemental laws of nature carry with them real signs of suffering to the show of life.

In the western society conventional education has produced titles and roles, it has created sound professionals that can compete among a set of rules; but we do lack the simple education given by shared values. Our shared values and participation in a fellowship of equal women is the guarantee of a wise competition, worth of a civilized world as we pride ourselves to be.

It is a small world ladies and sisters, nanas and girls…