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L'Oblò di Alice Montalbetti

Traslochi

Traslocare… qui sfondiamo una porta aperta!

Campionessa mondiale in traslochi.

Compresa specializzazione e master.

Non ho idea di quanti traslochi io abbia fatto nella mia vita, ma posso dirvi che circa una volta all'anno casa mia diventava la succursale del Bricocenter. Scatoloni, valigie ovunque e un numero illimitato di sacchi, quelli neri ovviamente che sono più capienti.

Tutto ebbe inizio all'età di 16 anni quando i miei genitori iniziarono le migrazioni da viale Montenero 55, grande casa rimasta nel cuore a molti, verso un trilocale decisamente meno interessante proprio di fronte alle nostre vecchie enormi finestre.

Poi proseguimmo verso zona Garibaldi, casa molto bella ma troppo costosa… mamma amava quella casa, più che altro adorava l'enorme terrazzo vista campanile, io un po’ meno perché le campane la domenica mattina mi davano la sveglia troppo presto! Io avevo appena finito la maturità classica, ovviamente, perché io le cose se le faccio le faccio al meglio, scelgo sempre la strada più difficile! Vi dico solo che la notte prima della maturità stetti sveglia sulla poltrona a ripassare alla luce di una candela… risultato… il giorno dopo andai all'orale con il collo piegato verso destra, presi il minimo… non a causa del mio collo… e mi trasferii in Toscana dove aprii una gelateria!

Da lì iniziarono i miei traslochi con la certezza che sarebbero stati molti, molti, molti.

I traslochi comunque sono uno spasso, intanto sistemando le cose negli scatoloni trovi sempre qualcosa che non ricordavi nemmeno di avere e per la maggior parte totalmente inutile! Cerchi, cerchi e le cose che ti servono invece non sai dove le hai messe… ti ritrovi con pile di scatole piene di carte, libri che non leggerai mai, borse che non userai mai… che in realtà non hai mai usato, scarpe praticamente nuove perché scomodissime, e una marea di foto.

Nei miei traslochi avrò abbandonato quantità assurde di libri, cd, dvd, un paio di sci… quello lo so per certo e so anche dove… una racchetta da tennis e di sicuro qualcosa nel frizer! Chissà perché quello non lo guardi mai quando vai via!

Ci sono traslochi obbligati, cambi lavoro o vieni trasferito, vieni sfrattato… capitolo a parte: cronaca di uno sfratto.

Tragico, molto tragico… di solito chi occupa una casa non lo fa per sport o per divertimento ma lo fa per necessità, per dare una possibilità ai propri figli… e per disperazione.

Avete mai assistito ad uno sfratto? No? Nemmeno io ma ho ascoltato i racconti di alcune persone che hanno subito questa violenza, perché di violenza si tratta!

La legge diventa spietata in alcuni casi… resisti per qualche ora poi stremato abbandoni la battaglia, persa in partenza! Una battaglia che miete moltissime vittime. Dura vita quella degli occupanti, loro si che sanno cosa vuol dire traslocare... e in fretta!

Traslochi veloci, traslochi che durano giorni, mesi, anni o una vita intera, tanti i motivi per cui traslocare, a volte lo si fa per trovare qualcosa di meglio, a volte perché non si ha altra scelta… ma in ogni casa che lasci abbandoni sempre un piccolo pezzetto di te, che sia anche solo una foto o una lampada.

Un giorno ho pure traslocato con una bici portandomi dietro anche due mobiletti, avrò fatto 200 viaggi ma alla fine l'unica che cosa mi sono lasciata alle spalle, che ho dimenticato nella vecchia casa è stata proprio la mia bicicletta.

Ho visto più case io di una agenzia immobiliare!

Una volta traslocare era più semplice, c'erano meno limitazioni, ora invece: caparra, anticipo, fideiussione, 740, estratto conto, busta paga, firma d'avvallo… ma se risulti simpatico al padrone di casa può anche essere che ti tolga le spese del bollo sul contratto, ben 1 euro e 20 centesimi. Un tempo ci si aiutava molto di più, avevi la casa piena di amici pronti a portare su e giù gli scatoloni impilati a mo’ di tetris, ora hai solo l'impresa "Piero, traslocare da.. a.. in poche ore" che ti guarda pure male se hai dimenticato di dire che sei al quinto piano senza ascensore, e lo paghi e tanto!

Poi ovviamente quando devi traslocare chissà perché piove sempre, il giorno prima un sole che spacca le pietre e in meno di 24 ore il diluvio universale. C'è una legge fisica particolarmente stronza che determina la precipitazione assicurata al momento del tuo trasloco?

I giorni successivi al trasloco sei piegato dai dolori come se avessi fatto tre maratone in una, perché, ovvio, nella casa nuova non c'è l'ascensore e in quella vecchia era casualmente rotto! E così ti sei portato su e giù pile di libri, scatoloni, piatti e posate come se non ci fosse un domani… e pensare che in quella casa ci abiti da solo! E ti ritrovi pieno di lividi, perché quando ti alzi di notte per andare in bagno devi ricordarti, primo che ora c'è un comodino vicino al tuo letto che prima non c'era e secondo che ora devi aprire la porta della camera e non la tenda per spostarti in un'altra stanza!

Appoggi cose dove non ci sono ripiani, cerchi i bicchieri dove ora ci sono gli stracci per pulire e dimentichi che ora li non c'è il wc, ora li c'è il bidè! Sono passata dalla città al mare, dalla campagna alla montagna, dalla metropoli al lago, dalla pace e dal silenzio alla frenesia e al rumore dei clacson, dalla casetta in pietra ai grattacieli che sovrastano la testa.

Ho girato in lungo e in largo, in tondo e a zig zag fino ad oggi… in attesa di un altro imminente trasloco, forse il più lungo di tutta la mia vita.

Quindi forza e coraggio valigia alla mano zainetto sulle spalle e vediamo dove mi porta questo ennesimo treno e speriamo che non deragli!

Di Alice Montalbetti

Immagine di Vanda Spinello


Alice è una ballerina, eclettica lavoratrice, figlia d'arte di una pittrice di un fotografo poeta, abile a cambiare ruolo e abito per adattarsi a situazioni sempre diverse. Ama scrivere testi di “argomenti diversamente trattati” che affronta da una prospettiva mai lineare, a volte con il naso all’insù, a volte con la testa storta.

 

 





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"Donne in Viaggio. Storie di vita migranti" 


Questo volume si incrocia con una delle prime ricerche sulle donne immigrate, realizzata ormai quindici anni fa dall'antropologa per la Regione Lombardia, e su un’altra ricerca, condotta per la Provincia di Trento, sulle donne di montagna. Si è voluto utilizzare lo stesso strumento – il racconto autobiografico – non solo per mettere in luce straordinarie vicende umane, ma anche per verificare un’ipotesi emersa durante lunghi anni di lavoro di campo nei paesi alpini: l’integrazione è molto più facile nei piccoli comuni di montagna, piuttosto che nei contesti metropolitani. Risultato che si è puntualmente ripresentato anche in ambiente appenninico. Molto interessante anche la sezione “Noi e voi”, in cui emergono le idee che i nuovi cittadini hanno di noi. E poi, le storie delle donne che da Montegabbione e Monteleone quarant’anni fa sono partite per emigrare in Svizzera, e che poi sono tornate: che dimostrano che ogni mondo è paese e che c’è sempre uno straniero da qualche parte.Il libro è frutto della collaborazione fra Isabella Marchino, Michela Zucca antropologa, e Alessandra Amori, insieme a tutte le donne immigrate di Montegabbione e alcune di Monteleone D'Orvieto.

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